CONIUGALITA’, GENERATIVITA’ E GENITORIALITA’.

coppia, generatività, Genitorialità, mamma, Papà

Sono due gli eventi che mi hanno fatto decidere di scrivere questo articolo: il primo è una lezione tenuta dalla dott.ssa Iva Ursini che ha portato alla mia attenzione l’importanza di separare queste tre situazioni e condizioni, mentre il secondo evento riguarda le foto, circolate recentemente sui social, del “padre biologico” che nel giorno del matrimonio della propria figlia insiste affinché anche il “padre putativo” l’accompagnasse all’altare. Il web si è sciolto in un effluvio di lacrime di commozione e di commenti inneggianti l’amore genitoriale e io non ho resistito alla tentazione di scriverci sopra qualche riga.

Perciò, iniziamo.

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IL FANTASTICO MONDO DELLA FANTASIA

fantasia, ombra, Psicologia, tabù

Siete in macchina. Il semaforo è rosso. Guardate distrattamente fuori dal finestrino. Ma non vedete la signora che compra il giornale o il postino che suona al citofono. No, voi avete davanti agli occhi la scena del vostro capo che, solo pochi minuti prima, vi ha messo in ridico con gli altri colleghi. Lo vedete che fa una battuta sul vostro lavoro e tutti gli altri che ridono. Ma voi, invece che abbassare la testa, rossi di vergogna, lo guardate fisso negli occhi e, con un sorriso sfrontato, lo affrontate dicendo la frase perfetta al momento perfetto. Lapidari, senza pietà. Il vostro capo ammutolisce e imbarazzato mette fine alla riunione. Fuori dalla stanza i colleghi vi danno pacche sulla spalla, dicendo che siete il loro mito e notate che quella persona che non vi ha mai considerato prima di allora, vi sta ammiccando affascinata. Ma un suono interrompe il tutto: il semaforo è diventato verde e la macchina dietro di voi protesta per farvi muovere. Mettete la prima e ripartite. Un sospiro. Un pensiero. “Se solo mi fosse venuta in mente questa frase!”

LA NOSTRA PARTE NASCOSTA: L’OMBRA (Alessandra Zanuso)

Psicologia, recensioni

Ed eccoci arrivati al primo sabato del mese, ovvero, il giorno della recensione!

Ho letto questo libro circa cinque anni fa, ma l’ho ripreso e riletto volentieri per scrivere questo articolo. Perché mi è venuto in mente questo libro tra tutti quelli che avevo letto? Perché ho ancora impresso nella mente una frase, che da quando l’ho letta anni fa non ho più dimenticato:

“Immagina di entrare in una stanza con molta gente […] Avviciniamoci alla persona che più delle altre (a pelle) non ci piace […] E poi abbracciamola! Abbracciarla? Sì, abbiamo appena incontrato un amico che pensavamo di aver perso per sempre: la nostra Ombra”

Nove mesi + 1: Il rientro a casa dopo il parto

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Eccoci arrivati al secondo appuntamento con la rubrica ‘Nove mesi + 1’. Oggi, come avrete letto dal titolo, si parla di quel magico e terrificante momento, in cui ancora storditi dalla gioia, dalla stanchezza e dalla paura, ritornate a casa con in braccio il vostro piccolo.

SI PREGA AI SIGNORI UOMINI DI NON LEGGERE

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Sì, questo articolo non è adatto alle pupille di un essere di sesso maschile. Gli uomini non possono conoscere ciò che ho da dire in questa sede, non lo tollererebbero e l’imbarazzo sarebbe davvero troppo, troppo grande se solo posassero il loro sguardo sulle prossime righe. Perciò vi avviso nuovamente, NON CONTINUATE A LEGGERE SE SIETE UOMINI.

IL MITO FAMILIARE

Attaccamento, Genitorialità, J. Bowlby, Psicologia

Oggi vi propongo un articolo scritto da una collega, la Dott.ssa Annarita Arso, scrittrice di Psiche, Nessuno e Centomila, un blog davvero interessante dove trovare numerosi spunti di riflessione. Appena l’ho letto ho capito che dovevo assolutamente farvi conoscere sia questa professionista che il suo pensiero. (Per visionare l’articolo originare, cliccare qui)

COME SMETTERE DI FARSI SEGHE MENTALI E GODERSI LA VITA (G.C. Giacobbe)

Psicologia, recensioni

Il titolo è promettente. Chi non vorrebbe smettere di farsi le cosiddette ‘seghe mentali’ e godersi finalmente la propria vita, libero da pensieri, ansie e timori? Un titolo accattivante che promette molto e da cui, una volta che lo si decide di comprare allettati dal possibile contenuto, si pretende tanto.

L’ABITO FA IL MONACO?

no violenza, rispetto

Ieri una persona in treno mi ha trattata male, insultata e mi ha fatto arrabbiare tantissimo. Gli avrei tirato uno schiaffo o un pugno, ma non l’ho fatto. Lui mi ha provocata, eccome se lo ha fatto, ma io ho trattenuto il mio istinto violento e ho trovato il modo di risolvere la situazione con le parole. Sarebbe stato lecito se lo avessi schiaffeggiato o picchiato? No? Bene, perché è quello che ho pensato anche io.

Parliamo della Teoria dell’Attaccamento

Attaccamento, Genitorialità, J. Bowlby, Psicologia

La teoria di riferimento che costituisce il fil rouge della mia attività, è la Teoria dell’Attaccamento e non capisco perché non ho ancora scritto nulla al riguardo. Rimedio subito!

330363dae627c599eea46e30b6670177Questa teoria, formulata da J. Bowlby, sostiene l’importanza fondamentale della relazione primaria tra caregiver (colei/colui si occupa prevalentemente dell’accudimento fisico ed emotivo del neonato) e bambino. L’idea è che in questa prima relazione fondamentale, che spesso si instaura con la madre, ci siano le basi delle relazioni future. ATTENZIONE! Questo non significa che la relazione materna sia causa e culla di ogni male/bene del futuro del bambino o che una volta instaurato un tipo di relazione primaria, poi il destino del piccolo sia ormai marchiato a fuoco! Significa che le prime esperienze di ognuno di noi sono importanti e avere delle persone che si prendano cura di noi è fondamentale per il nostro successivo sviluppo.

EDUCARE I FIGLI ALLA SERENITA’

Genitorialità, Psicologia

Tanto tempo fa, un certo dr J.B. Watson, che molti conoscono come “il padre del comportamentismo”, disse “Datemi una dozzina di bambini di sana e robusta costituzione e un ambiente organizzato secondo miei specifici principi, vi garantisco che sarò in grado di farne un medico, un avvocato, un artista, un imprenditore, un delinquente”. Una frase decisamente provocatoria e, passatemi il termine, un po’ saccente, ma che racchiude il pensiero di un intero filone di teorie psicologiche e non.

CATTIVI BAMBINI (di Enrico Galiano)

recensioni

CATTIVI BAMBINI (di Enrico Galliano)

Questo è uno di quei libri per i quali si sente un po’ di nostalgia una volta terminato. Alla fine ci si abitua all’idea che girata la pagina, Enrico (l’autore) ci racconterà un’altra storia portandoci, seppur brevemente, nella vita di qualche altro ragazzo o bambino da lui incontrati.

Separazione sì o separazione no? Cosa è meglio per i figli?

Genitorialità, Psicologia, separazione

Dopo tutti i vostri sforzi e tentativi nel cercare di riparare una relazione sentimentale, gettate le spugna e siete sicuri che, nonostante tutto l’impegno che possiate metterci, la vostra coppia è letteralmente scoppiata. Eppure c’era stato così tanto amore prima, un così buon feeling, o comunque abbastanza sintonia da decidere di fare un figlio, forse due. Ma la realtà è questa: siete due estranei che abitano nella stessa casa. Non c’è affetto, né tenerezza, né complicità, solo il dovere di stare insieme per routine, per bisogno, per paura…PER I FIGLI.

Allattamento al seno…tra odio e amore.

Genitorialità, Psicologia

Oggi un post per tutti i neo genitori, mamme e papà. Ebbene sì, anche voi papà siete interpellati: non è che dal momento che voi non allattate allora non vi dovete interessare dell’argomento. Diamoci un taglio con questa mentalità retrograda delle “cose da femmine”! Voi non allatterete, ma vostra moglie o la vostra compagna sì, e il vostro compito è quello di ascoltarla, consolarla e sostenerla nel difficile compito di gestire questi aspetti pratici e relazionali con vostro figlio. Perciò armatevi di santa pazienza e di occhiali da lettura e continuate a leggere. Grazie.

Eh, non ci sono più i genitori di una volta!

Genitorialità, Psicologia

Quante volte abbiamo sentito dire questa frase, o qualche sua variante (‘non ci sono più i figli/ragazzi di una volta‘) e quante volte lo abbiamo pensato vedendo genitori inerti davanti agli assordanti capricci dei loro pargoli, che spesso rendono ancora più insopportabile la coda alle poste o in qualche supermercato? L’occhiata fulminea del papà di altri tempi che con una sola alzata del sopracciglio smorzava sul nascere ogni principio di lamentela, sia essa giustificata o no, ci pare, in queste occasioni, un lontano miraggio. Ma come mai è successo tutto questo? Cos’è capitato per far sì che i nostri figli diventassero di colpo dei mostriciattoli insoddisfatti e viziati e noi dei genitori incapaci e succubi di piccole o grandi pesti allo sbaraglio?