Lo psicologo….questo sconosciuto!

La figura dello psicologo è ormai associata in modo indelebile nelle nostre teste all’idea dello ‘strizzacervelli’ e del ‘medico dei pazzi’,  nel migliore dei casi, e all’idea del ‘medico-fuffa’ perché tanto ‘le cose che ti dice lui te le posso dire anche io, e gratis addirittura!’, nel peggiore.  Non è molto lusinghiero, devo ammetterlo, e se non fosse per la mia insegnante delle superiori che mi ha aperto le porte di questo strano e incantevole mondo che è la psicologia, probabilmente  la penserei anche io allo stesso modo. E’ per questo che quando si ha un problema solitamente si cerca aiuto da qualsiasi parte e da qualsiasi persona pur di non andare da uno psicologo. Si ha paura di molte cose: di essere bollati dagli altri come fragili, di pensarlo di noi stessi, di non risolvere nulla e, anzi, di spendere soldi inutilmente,…

Permettetemi di fare una metafora per spiegarmi meglio: se aveste una spalla rotta andreste dal vostro amico fruttivendolo o dall’amico avvocato per farvi curare o andreste da un dottore? Beh, la risposta è scontata ma non sottovalutate la portata di questo esempio: quanto è assurdo pensare di andare da un non-professionista per farsi curare un male fisico invece che dal dottore. Ma se si ha un dolore più insidioso e nascosto, come può essere quello psicologico, non è poi così assurdo pensare di andare a chiedere aiuto a dei non-professionisti (l’amico fruttivendolo o avvocato, appunto) o peggio, far finta di nulla, relegando il dolore in un angolino del nostro cuore, in modo da non perturbare troppo la nostra vita. Lo si farebbe per una spalla rotta? No perché farebbe troppo male continuare a lavorare e fare le attività di tutti i giorni con una frattura. Ma davvero la frattura fa più male di un dolore psicologico? Provate ad immaginarlo: il dolore è lì, nel suo angolino, che preme per uscire ma da bravo fa quello che gli è stato ordinato e rimane fermo, senza dare nell’occhio…ma il dolore ha una particolarità: non può tacere. Anche il suo silenzio in realtà è un grido e per quanto lui e voi vi sforziate, non può non comunicare, come una spalla non può che pulsare e dolere se rotta, anche se ci infastidisce e vorremmo  tanto non sentirne il dolore. Ed ecco, allora, che emergono una serie di sintomi, che partono in sordina, e che diventano via via sempre più disturbanti, inizialmente come un ronzio, poi come un fastidioso fischio fino ad arrivare a trasformarsi in un rumore assordante che non permette di percepire più ciò che ci circonda e interagisce con noi senza questa costante interferenza. Perché allora non andare dallo psicologo, il medico specializzato nei dolori psicologici, piuttosto che da amici e da parenti?  Certo, i consigli offerti da chi ci vuole bene sono utilissimi, ma mai quanto lo sarà un fisioterapista per la nostra spalla e uno psicologo per la nostra psiche.

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‘Solo i pazzi vanno dagli psicologi’. Beh, è un’ affermazione alquanto vaga, almeno quanto diffusa. Ma cosa vuol dire ‘pazzo’? Se per pazzo si intende una persona che ha un problema che non riesce a risolvere e che inficia la sua vita in molti ambiti (lavorativo, sentimentale, relazionale, amicale,…) e che gli impedisce di vivere serenamente e nel pieno delle proprie potenzialità,  allora sì, i ‘pazzi’ vanno dallo psicologo. Che male c’è? Perché si teme di essere poi derisi o di essere presi per dei deboli? Perché sono questi alcuni degli ostacoli che frenano le persone a comporre il numero del Dr. Taldeitali e fissare un appuntamento.

Purtroppo in parte è colpa nostra, ovvero di noi psicologi, o per lo meno, dei nostri predecessori. L’immagine che hanno dato della psicologia alla gente è quella di una scienza che di scientifico non ha nulla e che si basa su concetti astratti, poco credibili e improbabili da verificare. Non solo, lo psicologo è, nell’ idea comune, colui che giudica e da colpe a destra e a manca: ‘sei così a causa di tua madre’, ‘non riesci a relazionarti perché tua padre ha fatto così e cosà’…

In-stanza-danalisiBeh, signori e signore, vi svelo un segreto: la psicologia si è evoluta! Per riprendere la metafora medico-psicologo, come ora non si cura più come nell’800, così non si fa più psicologia come allora. Per rendervi l’idea, in quegli anni non si usavano guanti  e le procedure di sterilizzazione erano inesistenti e si curava spesso a suon di salassi. Ecco, più o meno il salto culturale e metodologico è simile anche per la psicologia. Solo che in pochi se ne sono accorti e quindi l’idea dello psicologo è ancora quella dei ‘padri fondatori’, in primis, del signor Sigmund Freud. Ne è passata di acqua sotto i ponti da Freud, e per acqua intendo dire, nuove teorie, esperimenti, nuove tecniche e nuove conoscenze e consapevolezze del sapere psicologico.

Quindi, non abbiate paura di approcciarvi alla psicologia, non temete di essere bollati come deboli, anzi, chi ha il coraggio di affrontare i propri demoni e dolori può già solo per questo essere molto fiero di sé! Non abbandonatevi alla falsa credenza che basta nascondere sotto il tappeto i vostri problemi, perché tanto, prima o poi, il ronzio si trasformerà in rumore assordante.

E se temete per la parcella salata (non certo più saltata di qualsiasi altro professionista che opera nel campo della salute) esistono i consultori, dove le prestazioni psicologiche sono gratuite. Informatevi senza timore sul consultorio del vostro distretto comunale. Ci sarà da aspettare, ma almeno avrete preso in mano la situazione e avrete fatto il primo e importantissimo passo avanti verso la serenità.

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